Domenico

Taddioli

Domenico Taddioli

Biografia

1930-2018

Nato a Osimo (AN) inizia a fotografare nel 1956. Nel 1958 conosce Giuseppe Cavalli – suo maestro di camera oscura – che lo introduce al mondo della fotografia marchigiana, in gran fermento in quegli anni. Più tardi svolge sperimentazioni di stampo neorealista tuttavia Taddioli non dimentica mai l’importanza dell’estetica crociana e applica la lezione di Cavalli al racconto documentaristico e al reportage.
Nel 1964 sarà fondatore dell’associazione fotografica osimana Senza testa. Tra il 1965 e il 1967 viaggia molto e fotografa il sud Italia: in particolare la Basilicata, la Puglia e l’Abruzzo, ma anche l’Umbria e ovviamente le Marche. Alla fine degli anni ’90 torna a sud per scattare in Sicilia. Numerosi sono i concorsi a cui partecipa e i riconoscimenti ottenuti nel tempo. Tra questi, nel 1995 la Federazione Italiana Arti Fotografiche gli conferisce l’onorificenza di MFI – Maestro della fotografia Italiana. Sue opere sono conservate e sono state esposte, oltre che in Europa anche in Russia e negli Stati Uniti.

A Scanno: Taddioli visiterà l’Abruzzo nel 1965 e nel 1967. In queste due occasioni e in particolar modo a Scanno egli resterà attratto dal soggetto del lavoro, dalle feste e dalle tradizioni locali. Completamente immerso nella realtà circostante Taddioli vede nel documento di vita, nel racconto sociale e nell’aderenza alla realtà il compimento della sua fotografia.

AA. VV., (1995), Domenico Taddioli. Fotografie 1958-1995, Circolo Senza Testa.

AA. VV., (2014), Domenico Taddioli. Sud anni ’60, Circolo Senza Testa.